Respinta l'iniziativa "No Billag" al Nazionale

La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N) propone alla propria Camera di raccomandare il respingimento dell’iniziativa popolare «Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)». Una minoranza propone invece di opporvi un controprogetto diretto. 

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La Commissione ha ripreso le deliberazioni in merito all’iniziativa popolare «Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)» (16.071) dopo aver chiesto ad aprile informazioni aggiuntive all’Amministrazione (cfr. Rapporti nella colonna di destra). A seguito di una lunga discussione, essa propone alla propria Camera, con 16 voti contro 8 e 1 astensione, di seguire la decisione del Consiglio degli Stati raccomandando di respingere l’iniziativa. Inoltre, con 15 voti contro 10 la Commissione si è detta contraria a un controprogetto diretto. Con 14 voti contro 11 ha pure respinto la proposta di presentare un’iniziativa commissionale per l’elaborazione di un controprogetto indiretto, inteso a fissare nella legge sulla radiotelevisione un tetto massimo per la partecipazione della SSR ai proventi del canone pari a 1,1 miliardi di franchi.

La maggioranza ribadisce che il canone radiotelevisivo permette di garantire un buon servizio pubblico in tutte le regioni linguistiche. Sottolinea peraltro che l’odierno sistema di riscossione del canone è fondamentale per il funzionamento del processo di formazione democratica delle opinioni e della volontà, come pure per la coesione nazionale. Infine, la maggioranza ha fatto notare che il Consiglio federale ha riconosciuto a questo proposito la necessità d’intervenire e previsto di limitare in futuro la quota destinata alla SSR a 1,2 miliardi di franchi, fissando così al di sotto dei 400 franchi il canone annuo pagato dalle economie domestiche. Secondo la maggioranza della Commissione non sono necessarie misure supplementari che vadano nella direzione auspicata dall’iniziativa popolare.

Una minoranza propone di opporre all’iniziativa popolare un controprogetto diretto con cui limitare a un massimo di 200 franchi all’anno il canone pagato da ogni economia domestica. Le imprese dovrebbe invece essere esentate dal canone. La minoranza ritiene che i consumatori potranno spendere in altro modo l’importo risparmiato decidendo autonomamente a quale prodotto mediatico fare capo. Infine, la minoranza considera che senza un controprogetto si dà carta bianca alla SSR. L’iniziativa popolare sarà probabilmente trattata in Consiglio nazionale durante la sessione autunnale.

La Commissione ha svolto un’ampia audizione in merito alle cooperazioni nel settore dei media allo scopodi ottenere maggiori informazioni su temi quali l’open content/shared content, i dati e le cooperazioni nel settore della commercializzazione.
Sulla base di quanto appreso, ha quindi deciso di ritirare la sua mozione Instaurare un modello basato sull’open content (17.3009). Infatti, dopo un’approfondita discussione, la Commissione è giunta alla conclusione che sia più opportuno perseguire un modello basato sul shared content e, con 16 voti contro 4 e 4 astensioni, ha adottato la mozione 17.3627. Essa ha altresì deciso che ritirerà anche la mozione Riduzione delle emittenti radiofoniche tematiche (17.3010). Infatti, a questo stadio non desidera eliminare singole emittenti, ma ritiene più opportuno valutare il numero di emittenti necessarie all’adempimento del mandato di servizio pubblico nell’ambito di un esame complessivo in vista della nuova concessione SSR. Pertanto, con 14 voti contro 6 e 3 astensioni, ha presentato un postulato per una Verifica del numero di emittenti SSR (17.3628), con cui si dovrà stabilire in che modo è possibile adempiere il mandato di servizio pubblico con un numero inferiore di emittenti radiofoniche e televisive.