No Billag: si vota in primavera

Non ci sono contro-progetti o testi alternativi. In primavera il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi sul testo dell'iniziativa, citato oltre. Non si tratta di "mediazioni", "compromessi", "adeguamenti". La proposta è un vero e proprio grounding del sistema mediale svizzero, del servizio pubblico, delle emittenti provate e, in prospettiva, del funzionamento del nostro sistema democratico. 

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Un segnale chiaro

Le tre associazioni nazionali dei giornalisti e degli operatori dei media – SSM, impressum e syndicom – plaudono alla decisione del Consiglio nazionale: il rifiuto dell’iniziativa „No Billag“ e di un eventuale controprogetto lancia un segnale chiaro al popolo svizzero. 

Il Consiglio nazionale si è pronunciato a favore del mantenimento di un servizio pubblico forte nel settore dei media elettronici.

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Il direttore di Teleticino: mi batterò per il canone perché tiene in piedi anche noi.

Matteo Pelli: "Mi batterò per il canone perché tiene in piedi anche noi. Ma sono fiero di non aver mai avuto bisogno di fare dietrologia come fa qualcuno perché questa volta un altro è stato più bravo”.
Il direttore di Teleticino prende posizione sulle polemiche social nate sull'asse RSI-Teleticino, dopo l'accordo dell'emittente di Melide con UPC per i derby tra Ambrì e Lugano: "In tutto il mondo anche se sei un pesciolino rosso in un acquario di balene, hai il diritto di nuotare e chissà, a volte, farlo meglio degli altri...".

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La Rsi replica a Upc

UPC dice di aver "sottoposto alla RSI un’offerta equa per la trasmissione dei derby ticinesi per la stagione 2017/18. Le condizioni offerte da UPC erano uguali alle condizioni pattuite dalla RSI negli anni precedenti. Ciò nonostante la Televisione Svizzera ha rifiutato la proposta di UPC. Abbiamo pagato il doppio rispetto all’anno precedente per i diritti di trasmissione delle gare di hockey su ghiaccio, ma abbiamo offerto alla SSR la trasmissione dei derby alle stesse condizioni di cui usufruiva precedentemente, rinunciando a un aumento del prezzo. Pertanto riteniamo di avere agito in modo leale".

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Non è solo sport

Per alcuni è solo una partita di hockey. Non è vero, è molto di più.
L'UPC gioca al rialzo, propone un costo di un milione di franchi per cedere alla SRG SSR i diritti di trasmissione per le sei sfide stagionali tra Lugano e Ambrì Piotta. Un milione che raddoppia, pare, per le aggiunte al contratto legate alla diffusione dei video sul web e altri extra. Una cifra di oltre tre volte superiore a quella avanzata dall’ente pubblico. La SRG SSR ha detto no e ha fatto bene. Non è un'emittente esclusivamente sportiva. Ha altro da offrire, in altri sport e in altri ambiti, per un costo giusto e appropriato. 

Non è solo una partita di hockey. Ha ragione Luigi Pedrazzini, presidente della Corsi,  quando dice: "... questa vicenda può essere considerata come una sorta di campanello d’allarme di quanto potrebbe succedere se, in Svizzera o nel nostro cantone, dovesse avere successo l’iniziativa No Billag, che sarà sottoposta ai cittadini il prossimo anno. Con la scomparsa del servizio pubblico radiotelevisivo preconizzata dall’iniziativa, e quindi con la scomparsa della Rsi, tutto lo sport finirebbe sui canali tv a pagamento diretto".

Per buona pace degli appassionati e di tutti coloro che al servizio pubblico chiedono la diversità: programmi di qualità, ancorati al territorio e alla nostra identità, per un prezzo ragionevole e fruibili senza dover per forza sottoscrivere una miriade di abbonamenti diversi, di solito a prezzi stratosferici.  

Per saperne di più vedi l'interessante pagina del Caffè: "Il derby e gli extra costavano 2 milioni" di Massimo Schira

Per un servizio pubblico nei media forte e una SSR forte

ARF/FDS

Un'aggiornamento del manifesto firmato nel settembre 2016 dai registi, produttori e programmatori di documentari svizzeri:

Siamo convinti che una riduzione delle capacità economiche della SSR o una soppressione del canone radiotelevisivo come previsto dall’iniziativa «No Billag» comporterebbe conseguenze devastanti per la qualità dell’offerta e la pluralità delle opinioni nel nostro paese. L’iniziativa vuole farci credere che il mandato della SSR potrebbe venir assicurato dal settore privato. È semplicemente falso.

L’iniziativa verrà con tutta probabilità sottoposta al popolo nel 2018. Una sua accettazione met- terebbe in serio pericolo soprattutto i film documentari svizzeri, in gran parte coprodotti dalla televi- sione, che li diffonde sui suoi canali e le sue piattaforme. 

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Corsi: No Billag e Preventivo 2018

Nella sua seduta del 22 agosto 2017 il CCR si è dapprima concentrato sull’aggiornamento della informazioni riguardanti l’iniziativa No Billag, che chiede l’abolizione del canone radiotelevisivo,  in discussione attualmente Consiglio Nazionale. A dipendenza dell’esito della discussione, la votazione popolare potrebbe aver luogo già nella prima metà del prossimo anno. La SSR d’intesa con le sue quattro società regionali definirà prossimamente le modalità di un’azione coordinata per sensibilizzare e informare il pubblico sulle conseguenze di questa iniziativa. Per quanto concerne il finanziamento della campagna, la CORSI non farà capo alle sue risorse d’esercizio ma promuoverà, come stabilito dall’assemblea dello scorso 10 giugno, una campagna straordinaria di raccolta fondi  presso il suoi soci.

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Per il futuro dei media e del cinema in Svizzera

In occasione del Locarno Festival, l’associazione media per tutti lancia savethemedia.ch, un’azione intesa a sensibilizzare il pubblico sull’attuale situazione dei media in Svizzera e sulle conseguenze che un indebolimento del servizio pubblico potrebbe avere sulla cultura e in particolare sul cinema svizzero.

E se improvvisamente gli schermi del nostro paese dovessero spegnersi?

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A Locarno, media per tutti invita lo spettatore a riflettere su questo possibile scenario e simula l’interruzione delle proiezioni nella sezione Panorama Suisse. L’immagine si interrompe. Il pubblico è al buio, in attesa di un film che non c’è più. È questione di qualche secondo. La causa della perturbazione è subito individuata: qualcuno ha voluto staccare la spina! L’operatore ridà la corrente e il film può finalmente iniziare. 

Ma quale sarà, in futuro, il destino di queste opere? Sopravviveranno all’abolizione pura e semplice del servizio pubblico?

Oggi disponiamo di un’ampia gamma di film documentari, di finzione e d’animazione svizzeri. Sono produzioni che, con le loro specificità, offrono occasioni e spunti di dibattito per lo sviluppo di visioni nuove e originali, essenziali in una società pluralistica come la nostra. La qualità della vita democratica del paese, il rispetto delle minoranze e la coesione nazionale dipendono dal dinamismo delle opinioni e delle conoscenze, e quindi dalla vitalità dell’offerta culturale. Ma in una logica di puro mercato il finanziamento di queste opere sarebbe semplicemente impossible.

Locarno Festival 2017 - Spot

L'assemblea Corsi

Nel corso del 2018, le cittadine e i cittadini svizzeri saranno chiamati a esprimersi sull’iniziativa denominata No-Billag, il cui testo è estremamente chiaro e determinato: se l’iniziativa dovesse raccogliere la maggioranza dei voti di popolo e cantoni non ci sarà più in Svizzera un servizio pubblico radiotelevisivo finanziato con il canone, né sussidiato dalla Confederazione.

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